LE FOTO DEI GIOCHI DA SPIAGGIA DEL SECOLO SCORSO E LE NON FOTO DI OGGI TRA UN SECOLO

August 10, 2015  •  Leave a Comment

Interessante la raccolta di immagini su Repubblica, riguardante i giochi in spiaggia di circa un secolo fa. (clicca qui)

Deve aver comportato un certo impegno il lavoro di ricerca e raccolta di questo materiale.

Tra un secolo, l’analoga ricerca retroattiva sulle spiagge di cento anni prima (cioè, quelle di oggi), offrirebbe l’ipertrofica disponibilità di miliardi di files (stampe non ce ne saranno) contenenti perlopiù:

  1. piedi sovrastanti orizzonti altrimenti gradevoli
  2. piedi incastonati nella sabbia, ma declinati nelle varie possibilità cromatiche di smalto ungueale
  3. cosce occupanti il 75% della superficie di un’immagine ritenuta anche da “socialmente condividere”
  4. inguini, possibilmente impreziositi con wild tattoos, comodamente ripresi durante la compiaciuta e borghesissima posizione supina assunta sul lettino di un lido
  5. “giochi d’ombre” tra le parti intime e il costume, suggellati dalla presenza/status laterale della liquidità contemporanea di uno spritz o di un mojito
  6. finalmente i volti, inno standard al “me too”: tutti distorti, tutti con labbra muscolarmente spinte in direzione del display, tutti accompagnati dalla caratteristica porzione angolare di braccio proteso per l’autoripresa.

Massificazione.
Antropologicamente banale, indistinguibile nella sua numerosità con miliardi di miliardi di miliardi di pixels a comporre un conformismo fatto di un’anatomia protagonista nei suoi inutili brandelli, con spiagge ormai assenti. Dileguatesi.
Qualche sociologo del 2150 scoprirà che si trattava di codici di un disagio esistenziale ben inquadrato e corretto: della durata di pochi minuti, poche ore o pochi giorni, privo di un significato tale da giustificarne la stampa (per fortuna!), ma sorprendentemente corredato dell’annebbiato consenso comunitario attraverso l’incidenza di unità denominate “mi piace”. Una misura che soppiantò l’uso del sistema (milli)metrico per la determinazione della lunghezza del pene, posseduto o invidiato che fosse.

Augurabilmente, i vari files .jpg, .png, .tiff etc., obsoleti, quindi ufficialmente destituiti di ogni ipotetico valore anche tecnocratico, avranno il pregio di non essere più decifrabili e tra un secolo si potrà ancora godere delle immagini stampate due secoli prima, quindi saltare d’emblée, senza ansia o dolore, tale vacuità dei nostri tempi.


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